Buona Santa Lucia. 13 Dicembre. Con immagine di Santa Lucia che porge gli occhi su sfondo rosso e sfere oro.
Cartolina con immagine ad acquerello di Santa Lucia e il suo asinello nel bosco e cielo stellato. Santa Lucia bella dei Bimbi sei la Stella, Tu vieni con l’asinello a tarda sera quando l’aria si fa nera.
Buona Santa Lucia. 13 Dicembre. Con immagine di Santa Lucia che porge gli occhi su sfondo azzurro e cornice elaborata.
Buona Santa Lucia, 13 Dicembre. Cartolina con immagine ad acquerello di Santa Lucia e il suo asinello nel bosco e cielo stellato.
Buona serata a tutti quanti! Immagine di Santa Lucia piena di doni e il suo asinello nella notte stellata. Santa Lucia bella dei Bimbi sei la Stella, Tu vieni con l’asinello a tarda sera quando l’aria si fa nera.
Con immagine realizzata da Adèle Söderberg "Christmas" di Santa Lucia che porta i doni. Santa Lucia Bella dei bimbi sei la Stella, Tu vieni a tarda sera quando l’aria si fa nera.
Santa Lucia bella dei Bimbi sei la Stella, Tu vieni con l’asinello a tarda sera quando l’aria si fa nera.
Si lascia un piatto sul tavolo con del cibo con cui ristorare sia Santa Lucia che l'asinello prima di andare a dormire. Quella sera vanno a letto presto e chiudono gli occhi, nel timore che la Santa, trovandoli ancora svegli, li accechi con la cenere.
La mattina dopo, il 13 dicembre, S. Lucia fa trovare loro il piatto colmo di dolci, fra cui le immancabili “pastefrolle di santa Lucia”, nonché l'altrettanto immancabile "ghiaia dell'Adige" ed il "carbone dolce" per i bambini "cattivi".
Le formine delle frolle scacciano il male e sono di buon auspicio.
Cartolina Buona Santa Lucia, 13 Dicembre. Santa Lucia bella dei bimbi sei la stella. Con Immagine di Santa Lucia e il suo asinello nel magico bosco.
Buona Santa Lucia. 13 Dicembre. Con immagine di Santa Lucia che porge gli occhi su sfondo azzurro e cornice elaborata e stelline.
Secondo la tradizione popolare veronese, intorno al XIII secolo, in città, in particolare tra i bimbi, era scoppiata una terribile ed incurabile epidemia di “male agli occhi”.
La popolazione decise allora di chiedere la grazia a Santa Lucia, con un pellegrinaggio a piedi scalzi e senza mantello, fino alla chiesa di S. Agnese, dedicata anche alla martire siracusana, posta dove oggi c'è la sede del Comune: Palazzo Barbieri.
Allora i genitori promisero loro che, se avessero ubbidito, la santa avrebbe fatto trovare, al loro ritorno, tanti doni. I bambini accettarono ed iniziarono il pellegrinaggio; poco tempo dopo l'epidemia si esaurì.
In quella sera i bambini vanno a letto presto e chiudono gli occhi, nel timore che la santa, trovandoli ancora svegli, li accechi con la cenere. La mattina dopo, S. Lucia fa trovare loro il piatto colmo di dolci, fra cui le immancabili “pastefrolle di santa Lucia”, di varia forma (stella, cavallino, cuore…), nonché l'altrettanto immancabile "ghiaia dell'Adige" ed il "carbone dolce" per i bambini "cattivi". Le formine delle frolle scacciano il male e sono di buon auspicio.
Wikipedia
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